A DARK STORY:autore Baloth
Davide dette un altra occhiata al vicolo, alle finestre e alle pozzanghere, i due segugi erano lì, fermi, questo fatto lo preoccupava però, in fin de conti, era meglio così, gli dava il tempo di preparare il necessario, si volto verso una scatola ammuffita chiusa a chiave da un vecchio lucchetto arrugginito , dalla tasca della giacca prese una piccola chiave con la quale apri il bauletto estraendo un paio di bombe a mano risalenti alla seconda guerra mondiale, le guardò e emise un respiro profondo.
“Dopotutto ho vissuto più che a sufficienza”,si sistemo gli occhiali e uscì fuori dalla sua abitazione, allo scoperto, guardo i due bestioni dritto negli occhi e gridò,”Allora! Che aspettate venite a prendermi maledetti bastardi”.
I due segugi non se lo fecero ripetere sue volte e si scagliarono contro il bibliotecario.
Un grosso boato e un bel po' di calcinacci e polvere fecero capire a Jake e Marlene le sorti del loro amico.
Marlene lasciò andare una lacrima, mentre Jake si fermò un attimo e rivolse uno sguardo in direzione del boato.
“Riposa in pace e grazie”,disse a bassa voce.
“Muoviti, non possiamo più fermarci”,gridò la ragazza, si asciugava la lacrima che le rigava il viso e aspetto che il ragazzo fosse accanto a lei,la torcia elettrica che aveva in mano la ragazza la illuminava a mala pena, tanto che il ragazzo non si rese conto che stava piagendo.
Appena si ritrovarono riuniti, ripresero a correre lungo quelle fogne, infestate dai topi.
Lungo tutto il percorso Jake osservava la schiena di Marlene, cercava di ricordare ogni momento e ogni istante passato insieme, non voleva perderla un altra volta, provava anche a annusare il profumo del suo corpo, ma, non poteva con tutto quell'odore, quella puzza, proveniente dai liquami, che scendevano da mille tubi laterali e che si riunivano in un unico fiume di melma.
Il puzzo era così forte che il suo naso non era più in grado di sentire alcun odore, ma, non era questo il vero problema di Jake, non sapeva se il sacrificio di Davide avesse ucciso o quantomeno fatto perdere le traccie a quei due mostri e non sapeva minimamente il luogo dove erano diretti.
“Siamo diretti verso le catacombe”,disse la ragazza,”Un luogo sacro e protetto da antichi incantesimi”, con il retro dell'occhio vide lo sbalordimento del ragazzo.
“Dimmi Marlene, sai leggermi nel pensiero”,alla possibilità di avere una risposta affermativa,
da parte della ragazza, faceva crescere un imbarazzo, dentro il ragazzo, per tutti quei pensieri che faceva su di lei e che stava ancora facendo.
“No”, ridacchio ,”Non leggo nel pensiero, però pensavo che ti stavi facendo questa domanda “,continuò a ridacchiare,”Tanto so quali pensieri circolano in quella testa vuota”.
Il ragazzo diventò rosso come un peperone, cercava in qualche modo di cambiare il discorso,”Quanto manca prima di arrivare a destinazione”.
“Ancora qualche metro, porcellino”,a quella affermazione si mise a ridere a più non posso, quasi cadeva e poi all'improvviso,”grazie”.
Perchè ringraziava, si chiese il ragazzo, la risposta era ovvia, la ragazza aveva bisogno di pensare ad altro, non tanto per la gravità della situazione, in cui si trovavano, ma, per togliersi dalla testa la perdita del suo amico, doveva essere molto importante per lei.
Fu in quel momento che sentirono dietro di loro il ruggito di un segugio dietro di loro.
“Maledizione, ci stanno braccando”,Marlene aumentò il passo della sua corsa,”Jake,sbrigati, non voglio perdere anche te”.
Nell'oscurità dietro di loro, si formava un pallido chiarore, il rumore di passi si faceva sempre più forte, il nemico era arrivato.
La parola per continuare è scheletro
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